Rassegna dalla campagna elettorale al referendum autonomista

Riportiamo una sintesi dei più rilevanti contenuti condivisi sulla pagina facebook della campagna elettorale dell’autunno 2017 in modo che ne resti traccia storica:

Fronte Popolare per il NO al referendum

E l’ottimo spot elaborato

Una risposta ai pifferai del Nord (Alessandro Carnevale da ilfattoquotidiano.it)

Un contribuo del nostro socio Matteo Volpe

Da partitodelsud.eu: Al netto di alcuni passaggi ‘Nord contro Sud’ e viceversa, segnaliamo questo articolo che esprime un’idea di fondo condivisibile: chiunque abbia una visione progressista e inclusiva della società non può che rigettare l’idea di un ‘regionalismo’- radicato peraltro su regioni che sono una mera suddivisione amministrativa, alla faccia ‘dell’identità’- ispirato solo dalla logica dei ‘capponi di Renzo’ e della guerra fra poveri: dissanguati e rapinati dai padroni sovranazionali contendiamo le briciole fra una regione e l’altra. Uno dei tanti motivi per dire NO 

ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) sul referendum

Socialismo2017 su autonomia regionale, decentramento e ruolo delle provincie.

La Città Futura sul dibattito referendario

Il Partito Umanista per il NO al referendum

Una posizione blanda che non affronta gli snodi di fondo della ‘dipendenza’ che si articola su ben altre direttrici strategiche ma che sul piano contingente coglie una delle linee di fondo dell’operazione, cioè l’idea di costruire ‘Roma in laguna’. Come le vicende delle grandi opere hanno dimostrato l’attenzione alle ‘comunità locali’ degli amministratori è una pura enunciazione.

Come per il referendum costituzionale del 4 dicembre ci sono molti ‘no’, occorre quindi tenere ben distinto chi promuove tali ragioni per ragioni di bottega o per regolare dei conti che riguardano altro con chi contesta questa iniziativa sull’assunto che non incida minimamente sui nodi strutturali della dipendenza, atteso che, come disse il governatore della BCE Draghi ‘abbiamo inserito il pilota automatico’.

“La cosa evidente è che di fronte ad un referendum consultivo che non legittimerà nulla, i politici dividono l’Italia tra i baroni e i terroni.
E a chi conviene dividere un Popolo, secondo me non è un uomo che può rappresentare lo Stato.” (da movimentoesseresinistra.it)

Nulla di cui stupirsi: le destre sono serventi alle classi dominanti e non fanno mai mancare il sostegno alle iniziative utili per strumentalizzare e sterilizzare le necessità delle classi subalterne aizzando le masse contro falsi bersagli: siano essi gli emigranti o ‘Roma ladrona’, si tratta di un meccanismo ampiamente rodato.  (l’ultradestra sul referendum autonomista)

Articolo sinteticamente efficace per chiarire come ‘l’inutilità’ sostanziale si accompagni a un preciso disegno finalizzato a distrarre l’opinione pubblica dai veri temi di interesse per i ceti che subiscono il modello economico dominante: deindustrializzazione, cementificazione, tagli alle politiche sociali e cure austeritarie ‘lacrime e sangue’. 
“Ma che significa “materie di legislazione concorrente”? Che già oggi, per queste materie, “spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. Ergo: su tutta una serie di materie, dalla sicurezza sul lavoro all’energia, dal governo del territorio ai porti (e agli aeroporti), passando per le casse di risparmio, la protezione civile e la valorizzazione dei beni culturali, già oggi le regioni decidono e legiferano, sebbene nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento.”
“Sul piano politico, come è stato riconosciuto da più parti, esso costituisce un mezzo attraverso il quale la Lega nazionalista cerca di rinsaldare il suo rapporto col Nord, recuperando, a pochi mesi dalle elezioni politiche (e a spese dei cittadini), il vecchio argomento dell’autonomia, su cui ha campato per oltre un ventennio.” (huffingtonpost.it)

Altreconomia.it sul referendum autonomista

Linkiesta.it cinque buone ragioni per dire NO ai referendum di Maroni e Zaia

Possibile Brianza per il NO: “Non sarà invece una maggiore autonomia o un nuovo statuto a raccontare “la specialità” della Lombardia, quella specialità sì é costruita nel tempo, sulle responsabilità che i cittadini di questa terra hanno saputo assumersi, cittadini, che nel quadro dell’unità nazionale, non sono mai venuti meno al loro ruolo politico, economico e sociale. Mi auguro che domenica, i cittadini lombardi, non si accontentino di costruire una Regione speciale, ma abbiano l’ambizione di immaginare una nuova Italia speciale.”

Alcuni passaggi andrebbero ovviamente discussi e altri sono al limite della provocazione, certo è che la stragrande parte del pezzo è condivisibile e descrive uno stato di fatto oggettivo e una crisi culturale, economica e politica che non può essere nascosta come polvere sotto il tappeto.Da casacibernetica.wordpress.com

Luigi de Magistris interviene sui referendum autonomisti, cogliendo alcuni snodi importanti: anzitutto il fatto che per la struttura storica dell’Italia abbia molto più senso parlare di municipalismo e articolazioni territoriali subregionali, come le province, poi l’ineludibilità politica del ripudio dei vincoli di finanza pubblica oggi dominanti per un’Italia ‘costituzionalmente orientata’ come dice giustamente. Nord e Sud devono essere, oggi più che mai, uniti nella lotta contro il modello economico liberista e contro la filiera euroatlantica che lo promuove. 

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