Roma, 15 novembre: regionalismo differenziato e Unione Europea, contro l’attacco all’unità nazionale e ai diritti sociali

L’iniziativa si inscrive nella campagna del comitato “Per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata”. Indipendenza vi ha aderito da subito e ha contribuito alla divulgazione della prima assemblea nazionale del 7 luglio scorso.
A livello nazionale, nei luoghi dove è presente, Indipendenza farà la sua parte. A Roma ha costituito i Comitati di Scopo dei Municipi II, IV, VIII, IX, XII e XIV aperti a chiunque condivida questa rivendicazione, Comitati che agiranno in coordinamento tra loro e con altri analoghi della Capitale.

A Roma, venerdì 15 novembre 2019, alle ore 20,30
via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

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indi 15 nov

 

Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

 

Roma 11 ottobre: il punto politico e organizzativo contro il regionalismo differenziato

Il comitato nazionale “Per il ritiro di qualunque autonomia differenziata” ha preso le mosse dalla prima assemblea dal 7 luglio sulla base di un documento sottoscritto da molte associazioni di categoria e settori politici (tra cui “Indipendenza”, come rivista e come associazione) provenienti da una quarantina di città. Una seconda assemblea si è tenuta, come la precedente, al Liceo Tasso di Roma il 29 settembre (sempre di domenica). Diversi i “comitati di scopo” sorti da luglio ad oggi.

A Roma, venerdì 11 ottobre, alle ore 19,30, in via Luigi Barzini senior 38 (tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda) l’incontro verterà sul punto politico della questione e soprattutto organizzativo. Invitiamo chi sia interessato al tema a partecipare.

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Indipendenza nelle lotte: l’opposizione al regionalismo differenziato e le manifestazioni del 5 e 12 ottobre

Nelle prossime settimane si terranno a Roma due manifestazioni contro il secondo governo Conte e le politiche economiche neoliberiste imposte dai Trattati europei, cui da sempre i governi di questo Paese aderiscono ideologicamente e fattivamente in modo più o meno ossequioso.

Sabato 5 ottobre avrà luogo la manifestazione promossa dal Partito Comunista. La settimana successiva, sabato 12 ottobre, sarà la volta di quella all’insegna del motto “Liberiamo l’Italia”, promossa da una pluralità di soggetti dell’area sovranista cui si parteciperà –per volontà degli organizzatori– senza insegne di associazioni o partiti.

Indipendenza, al netto di alcune perplessità, sarà presente in entrambe le occasioni. Per conoscere, dialogare e confrontarsi costruttivamente…Chiunque fosse interessato a conoscerci in quelle sedi o volesse prenotare dei numeri della rivista, ci contatti per scambio numeri telefonici.

Indipendenza era anche presente al Liceo Tasso di Roma per la 2^ assemblea nazionale del Comitato nazionale per il ritiro di qualunque autonomia differenziata. Passo dopo passo, con quell’obiettivo comune, nella diversità dei soggetti.

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Rapporto Svimez: il Sud Italia sotto il tallone europeo

Come interpretare i drammatici dati emersi dal recente rapporto Svimez sul Sud Italia (qui in sintesi)?

Non vi è altro modo se non porsi, una volta per tutte, nell’ottica di legare l’aumento del divario fra Nord e Sud Italia nel solco del perseguimento del percorso di integrazione federale europea: qualsiasi opposizione al regionalismo differenziato o a sue varianti che non ponga contestualmente in discussione l’assetto di governo sovranazionale è, nella migliore delle ipotesi, una battaglia di retroguardia o una schermaglia per regolare i conti all’interno del recinto dei vassalli italofoni.

D’altro canto la stessa Lega, che ieri rivendicava la ‘Padania’ e oggi si batte per il regionalismo differenziato, non ha mai posto in discussione una prospettiva di integrazione europea. Accettata quell’opzione di fondo, le conseguenze a cascata (tagli, privatizzazioni, aumento della pressione fiscale sui ceti territorialmente vincolati, erosione dei diritti, precarietà…) non sono negoziabili ma sono ricomprese in quella ‘razionalità strategica della crisi’ per giungere, con una nota massima di Milton Friedman, dal ‘politicamente impossibile al politicamente indispensabile’.

Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale

Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

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Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale

l’intervento sul regionalismo differenziato tenuto da Alberto Leoncini, della direzione politica di “Indipendenza”, associazione che ha promosso a Roma il convegno “Quale sovranità in Italia: atlantica, carolingia o nazionale?” (11 maggio 2019).

Nella relazione (“Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale”) si mettono in evidenza le dinamiche regionaliste incentivate dalla UE, tappa intermedia per la disarticolazione degli Stati nazionali percepiti quali luoghi di garanzie e diritti (sociali in primis) possibilmente sempre più effettivi.

Nel nome della ‘competizione tra territori’ la dinamica in atto mira a creare livelli di governo subnazionali e transnazionali –le euroregioni– finalizzate a tirare la volata all’integrazione federale europea, per la quale l’indipendenza e la sovranità nazionali sono fastidiosi intralci al libero dispiegarsi delle forze economiche e geopolitiche di cui è espressione e braccio operativo.

L’attuale fase, caratterizzata da una spinta rivendicazione autonomistica da parte di tre regioni (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna) si inserisce in un solco pluridecennale e trova i propri fondamenti nella sciagurata riforma del Titolo Quinto della seconda parte della Costituzione varata nel 2001 dal centrosinistra. Questa riforma, fra l’altro, ha introdotto all’art. 117, quello che ha ridisegnato il riparto fra Stato e regioni della potestà legislativa,  l’obbligo di coerenza all’ordinamento comunitario della legislazione nazionale. Insomma, regioni sempre più ‘autonome’, purché non si fiati sui diktat europei.

All’epoca, come ora, “Indipendenza” intervenne –con azioni e informazioni– opponendosi. Nel sito tematico dedicato alla campagna (https://noregionalismodifferenziato.home.blog/) sono riportate le nostre prese di posizione sulle riforme costituzionali del 2001 e di quella, tentata dal centrodestra e fortunatamente bocciata, del 2006.

L’intervento di cui sopra si inscrive in tale solco e intende saldare la critica al regionalismo differenziato con il rifiuto del contestuale svuotamento delle prerogative statuali da parte degli enti sovranazionali, a partire –ma senza a ciò limitarsi– dall’Unione Europea.

Indipendenza su byoblu.com

I VIDEO

Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

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Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

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Assemblea nazionale contro il regionalismo differenziato al liceo Tasso di Roma

Domenica 7 luglio 2019. Liceo Tasso di Roma: un momento dell’assemblea (…malgrado il caldo intenso) contro ogni regionalismo differenziato. “Indipendenza” ha aderito ed è intervenuta nel dibattito. La macchina organizzativa sembra essersi messa in moto. Se son rose, fioriranno…

la registrazione dell’intera assemblea di Radio Radicale. Intervento di Francesco Labonia per Indipendenza (erroneamente riportato nella scansione Francesco Labona)

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Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

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Sulle Olimpiadi della neve del 2026

Lo sport non è un fatto politicamente neutro e “Indipendenza” ne è profondamente convinta: laddove ci sono masse è necessario intervenire per la formulazione di un’alternativa di società. L’assegnazione al tandem Milano-Cortina delle Olimpiadi della neve 2026 è un fatto potenzialmente foriero di importanti sviluppi: si tratta di una vero banco di prova per quel fronte lombardo-veneto trasversale ai partiti che punta, senza nemmeno troppo nasconderlo, alla fine dell’Italia nella sua dimensione nazionale articolando un livello di inedita subalternità agli assetti neocarolingi già oggi egemoni in Europa.

In un quadro tutt’altro che di ‘ripresa’ si punta al ‘grande evento’ (prima Expo, ora le Olimpiadi a Milano e i mondiali di sci del 2021 a Cortina), relativamente lontano nel tempo per parlare d’altro, distrarre e inseguire improbabili chimere, come se i ruderi degli impianti di Italia ’90, delle olimpiadi di Torino 2006 e dei mondiali di nuoto di Roma 2009 nulla avessero insegnato.

Vi è però un convitato di pietra: l’Alto Adige, anch’esso sempre più spinto in un’orbita centrifuga dalle locali forze politiche, decisamente propense a uno sganciamento dall’Italia, con il favore peraltro del Partito Democratico, tradizionalmente vicino alla SVP (Partito Popolare Sudtirolese, che ospitò Maria Elena Boschi nel celebre collegio di Bolzano alle scorse politiche). In tale area si terranno svariate gare dei previsti giochi. Anche tale elemento chiarisce quale dimensione sarà sottesa alla manifestazione a cinque cerchi: una fiaccola con cui sarà facile scottarsi. (Alberto Leoncini – Indipendenza, Treviso)

Enzo Scandurra: Le Olimpiadi sostenibili, l’ultima retorica di un Paese disperato

Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

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Indipendenza interviene all’assemblea nazionale per il ritiro dell’autonomia differenziata, Roma 7 luglio 2019

“Indipendenza” ha aderito e sarà presente all’Assemblea nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia Differenziata. Questa assemblea si terrà a Roma domenica 7 luglio 2019 (ore 10-16) nell’Aula magna del Liceo classico Tasso (via Sicilia 168).


la nostra adesione

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Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

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Assemblea nazionale per il ritiro dell’autonomia differenziata

Indipendenza aderisce e invita ad aderire alla proposta per un’assemblea nazionale finalizzata alla creazione di una piattaforma comune di opposizione al regionalismo differenziato.

All’interno di tale piattaforma intendiamo portare il nostro contributo coniugando la critica al regionalismo differenziato con quella all’integrazione europea, atteso che la prima costituisce la declinazione sul piano istituzionale interno di tale processo.

La decostruzione dello Stato nazionale come spazio dei diritti non è un fatto casuale, accidentale men che meno ‘naturale’, è il frutto di una ben precisa linea d’indirizzo che, in ossequio ai dettami del liberismo mercatista, mira a eliminare le strutture collettive di espressione democratica preposte alla garanzia dei diritti sociali. Non è un caso che nella riforma del titolo V della Costituzione del 2001 si sia partiti dalla regionalizzazione della sanità e che oggi la partita prenda le mosse dalla scuola: si tratta di ambiti nevralgici sul piano economico ma soprattutto politico nella prospettiva di costruire una società di clienti e non di cittadini e di frazionare l’accesso ai servizi essenziali su basi censitarie.

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

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Lega e regionalismo differenziato

Le elezioni europee ci hanno consegnato un’Italia con la Lega (Nord) primo partito con percentuali inedite di consenso nei ‘collegi bunker’ del settentrione: record in provincia di Treviso con oltre il 50% dei voti. Già a spoglio in corso Salvini e soci hanno rilanciato sul tema dell’autonomia e del regionalismo differenziato, a ennesima dimostrazione che qualsiasi prospettiva ‘nazionale’ è una pura invenzione a uso e consumo dei media, così come asseriti ‘sovranismi’ vari ed eventuali.

È evidente che quello sia il terreno su cui la Lega punta ad andare all’incasso, direzionando sapientemente il profondo malcontento del Nord funzionalmente agli interessi delle classi dominanti continentali.
Molte delle più rilevanti ragioni di scontento per l’elettorato di riferimento sono derivanti da normative comunitarie (“bail in” nelle crisi bancarie, fattura elettronica, imposizione indiretta come l’IVA…), eppure si vende a quello stesso elettorato l’idea che asservendosi ancor di più all’orbita neocarolingia e divenendone una marca periferica le cose miglioreranno. In altri termini, non solo si vuol mettere la volpe a guardia del pollaio ma anche restringerne l’area, così da agevolarle il lavoro e risparmiarle inutili fatiche.

Queste considerazioni, banali, non sono però oggetto di denuncia da parte delle varie ‘opposizioni’ perché ciò implicherebbe la messa in discussione dell’ordinamento comunitario e degli assetti di governo in tale sede propugnati, fatto impossibile nell’attuale scenario politico. Cosa resta, dunque? Un Paese in cui si acuiranno profonde divisioni con una parte tutt’altro che al riparo da problemi, valga a titolo d’esempio la lettura di autorevoli studi (qui  e qui )che hanno con chiarezza articolato il nesso fra crisi economica e fenomeni suicidiari proprio nel cuore dei feudi leghisti. Storie che pensavamo relegate alla Grecia sotto il tallone della Troika e che invece ci parlano di quell’area che, nella vulgata, è ‘fuori dalla crisi’ e ‘proiettata verso l’Europa’.

Indipendenza non può che ribadire il suo impegno nell’opposizione a questa esiziale dinamica e invita amici e simpatizzanti ad aderire alla pagina della campagna tematica e a divulgare i contenuti del sito tematico  così come a intervenire nei luoghi di lavoro, aggregazione e istruzione per portare la prospettiva di un’alternativa di società su presupposti radicalmente diversi dagli attuali.

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

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Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

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