"Indipendenza": per l'opposizione al regionalismo differenziato, espressione del progetto di integrazione europea e disgregazione nazionale. noregionalismodifferenziato@gmail.com
Indipendenza partecipa e invita a partecipare alla manifestazione nazionale di sabato 7 ottobre 2023, a Roma, nello spezzone “Contro ogni autonomia differenziata”.
Lo spezzone si troverà nel corteo che partirà da Piazzale dei Partigiani (Ostiense), alle ore 13:45.
Un altro corteo partirà alla stessa ora da Piazza della Repubblica (Termini). Entrambi confluiranno in P.zza S. Giovanni.
Abbiamo fissato per il giorno successivo la nostra assemblea nazionale per agevolare chi voglia partecipare alla manifestazione; chi dovesse ripartire e volesse comunque prendere contatti con noi e attivare dei rapporti, può contattarci per consegna copie di riviste, libri, volantini etc…
Indipendenza è storicamente impegnata (dal 2001) nel contrasto al progetto di disgregazione nazionale mascherato come ‘autonomia differenziata’.
Esiste anche una ‘questione settentrionale’ ma essa è frutto avvelenato delle politiche e dell’austerità europea e coinvolge tutto il Paese. I problemi italiani hanno radici e matrici profondamente unitarie e si incardinano sull’adesione alle coordinate euroatlantiche, cioè alle ricette neoliberiste e mercantiliste tedesche (euro) e al bellicismo imperialista statunitense (NATO).
Il Nord Italia non è il Paese di Bengodi: inquinamento, cementificazione, deindustrializzazione, opere pubbliche di rapina (TAV, BE-BRE-MI, Pedemontana Veneta, Olimpiadi 2026, Terzo Valico, MOSE…), caro affitti, assenza di trasporti pubblici efficienti, privatizzazioni nella sanità e nei servizi sono solo alcuni dei problemi di quest’area del Paese.
Con la riforma del 2001 (L.Cost.le 3/2001, artt. 116/117) viene introdotto, accanto all’obbligo del rispetto per il diritto comunitario (UE) nell’attività legislativa, l’istituto della regione a statuto differenziato, con possibile attribuzione esclusiva e irreversibile della potestà normativa in 23 materie senza che, peraltro, possa essere minimamente messo in discussione alcun vincolo di natura europea/comunitaria.
Rifiutiamo quindi:
– La retorica della ‘secessione dei ricchi’, che non focalizza adeguatamente le cause della prospettiva di disgregazione dell’unità nazionale, di sfaldamento della Repubblica, di differenziazioni ancora più al ribasso dei diritti, con disuguaglianze più accentuate tra le regioni e al loro stesso interno.
– L’autonomia differenziata come declinazione istituzionale della ‘competizione fra territori’ veicolata dall’Unione Europea.
– Le politiche di bilancio imposte dall’Unione Europea allo Stato e agli enti locali (regioni in primis!).
– La distruzione definitiva della forma repubblicana come spazio per l’attuazione dei diritti sociali previsti dalla Costituzione.
– L’acuirsi delle differenze di opportunità fra i cittadini a seconda della loro residenza e origine.
– Il confinamento del Nord Italia a una marca periferica del blocco germanico/neocarolingio.
– L’equazione fra le legittime istanze di autogoverno delle comunità e il regionalismo (con l’autonomia differenziata avremo solo delle satrapie territoriali!).
Pretendiamo invece:
– La piena attuazione della Costituzione del 1948.
– Uguaglianza dei diritti sociali e politiche nazionali su scuola, sanità, diritto alla casa, diritto al lavoro, ecc.
– Rifiuto dei vincoli UE e dell’austerità.
– Aumento degli spazi di rappresentanza per le comunità e i cittadini.
– Uno Stato forte, efficiente e libero.
NO all’autonomia differenziata!
Sì all’autonomia dell’Italia dagli organismi sovranazionali!
PRESIDIO A ROMA PER L’UNITÀ DELLA REPUBBLICA CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
21 dicembre 2022, Roma, dalle 16 alle 19 in Piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon
Per il ritiro della bozza di legge Calderoli!
Per il ritiro dell’art. 143 della Legge di Bilancio!
C’è una grave novità nell’articolo 143 della Legge di Bilancio: si prevede di definire entro sei mesi i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), passando attraverso una Cabina di regia, “ai fini della completa attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. L’articolo in questione prevede tra l’altro che, qualora la Cabina di regia non arrivi a determinare i LEP entro i termini stabiliti, venga nominato entro trenta giorni un Commissario per concludere il percorso.
Con questo articolo il governo cerca da un lato di aggirare le critiche che da più parti si sono levate a livello nazionale contro l’Autonomia differenziata, dall’altro di strumentalizzare addirittura queste critiche, utilizzando i LEP per accelerare il processo. La determinazione “commissariata” dei LEP, lungi dal rallentare o addirittura impedire l’Autonomia differenziata, viene oggi utilizzata chiaramente come lo strumento per assicurarne l’attuazione.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata ritiene che il riduzionismo dei diritti civili e sociali dei cittadini tradotti in “prestazioni”, per giunta “essenziali”, sia solo una delle gravi derive prodotte dal regionalismo. Se realizzato, nelle 23 materie previste dall’art. 116, c. 3, il decentramento legislativo porterebbe comunque alla disarticolazione della Repubblica e delle politiche pubbliche, con normative diverse, tipologie di contratti di lavoro diverse, concorrenza al ribasso sui diritti tra i territori (per attrarre investimenti al minor costo del lavoro possibile).
Sarebbe importante capire a quali LEP si riferisce la Legge di Bilancio del governo Meloni.
L’art. 143 ribadisce testualmente che la Cabina di regia dovrebbe partire da “una ricognizione della spesa storica a carattere permanente dell’ultimo triennio”, per poi definire i LEP “nell’ambito degli stanziamenti di bilancio a legislazione vigente”.
Queste formulazioni non lasciano spazio ad equivoci: i LEP devono essere veramente “essenziali”, cioè minimi. Infatti, delle due, l’una: o la “spesa storica” verrà confermata, sancendo così definitivamente l’impossibilità del superamento degli attuali enormi divari tra le diverse aree del Paese, oppure si procederà ad una “compensazione”, togliendo finanziamenti alle zone che ne ricevono di più, per trasferirli a quelle svantaggiate. Gli stanziamenti “a legislazione vigente” impediscono infatti, a priori, qualunque ipotesi di maggiori investimenti per aumentare i livelli delle prestazioni laddove servirebbe.
Tutto ciò, nella prospettiva dell’Autonomia differenziata, è strumentale a privatizzare i servizi, esternalizzarli e a ridurne i costi.
I Livelli Essenziali Assistenza (LEA), già in vigore da molti anni nella sanità, lo dimostrano, al sud in modo eclatante, ma anche al nord in modo sempre più drammatico: si tratta di livelli che non garantiscono il diritto alla salute, alle cure, alla prevenzione, con buona pace dei diritti incomprimibili. Chi può, supplisce alle carenze di personale, di reparti e di ospedali, con il “turismo sanitario”, che poi genera flussi finanziari in uscita proprio dalle regioni con minori dotazioni, verso quelle più ricche.
Di LEA si muore sempre di più e ora si vorrebbe imporre lo stesso modello per tutti i servizi, per giunta con tempi contingentati e con organismi tecnici che esautorano il Parlamento, relativamente a scelte fondamentali dalle quali dipendono i diritti civili e sociali dei cittadini.
Il momento è dunque grave: la bozza Calderoli e l’art. 143 della Legge di bilancio, produrrebbero un effetto micidiale sulla coesione nazionale.
Nelle ultime settimane, anche se ancora parzialmente, il tema dell’Autonomia differenziata è diventato oggetto di discussione pubblica. Tuttavia, i lavoratori e i cittadini non sono ancora pienamente consapevoli di cosa rappresenti l’Autonomia differenziata, né di quali pericoli riservi, per le loro vite, la sua attuazione.
Per questi motivi, il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata e le 700 realtà sociali e sindacali della campagna non per noi ma per tutti e tutte saranno in piazza a Roma, mercoledì 21 dicembre, dalle ore 16 alle ore 19.
Il Tavolo per il NO all’Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti
Alberto Leoncini (Indipendenza, Treviso) interviene nella mobilitazione per il ritiro di qualunque autonomia differenziata proseguendo la maratona iniziata alla manifestazione del 21 dicembre 2021, Roma, Piazza SS. Apostoli.
lo stralcio dal minuto 16,50 dopo Gregorio De Falco, Paola Nugnes e Rita Campioni
In un’Italia in cui si scaricano ‘contatori’ dal referendum ‘autonomista’ e si ripropongono boicottaggi al ‘nordico’ panettone da accantonare a favore dei tradizionali dolci natalizi della tradizione meridionale si appresta a essere nuovamente introdotta, in concomitanza con la legge di bilancio, l’autonomia differenziata. Il 21 dicembre saremo in piazza contro lo specifico provvedimento, contro le prospettive centrifughe funzionali e serventi alle dinamiche eurofederaliste ma anche contro la concezione padronale delle istituzioni che Zaia esprime: non ‘azionisti’ ma cittadini, non dividendi ma diritti.
Proprio il Piave -o la Piave, per i cultori della toponomastica tradizionale- richiamato nel servizio è il simbolo per eccellenza, non a caso definito a ogni ponte ‘fiume sacro alla Patria’, dello sforzo corale e unitario compiuto dalle genti di ogni angolo dello stivale per arrestare l’avanzata del nemico, nel mentre le popolazioni sfollate venivano trasferite e accolte non di rado proprio nel Sud Italia.
Opporsi all’autonomia differenziata è un’opzione qualificante: regionalismo e integrazione europea vanno di pari passo da sempre, così come l’applicazione dei dogmi neoliberisti fatti di privatizzazione dei servizi (scuola, sanità, trasporti) e cannibalizzazione della sfera pubblica (inquinamento di aria e acqua, grandi opere e grandi eventi, cemento, allevamenti intensivi, monoculture agricole e turistiche) ha nel Veneto un modello da manuale.
Non a caso si parla solo di imposizione fiscale: qualsiasi politica pubblica attiva non finanziata attraverso la leva tributaria è da escludersi in radice e l’autonomia segnerà la definitiva consegna di qualsiasi scelta istituzionale per i cittadini veneti alle forze economiche che sono qui egemoni e alle direttrici mercatiste europee.
La pessima china in cui tale mutazione istituzionale s’inscrive va letta nella prospettiva del parlamento tagliato dal 2023, le spinte presidenzialiste ormai ampiamente sdoganate nel dibattito pubblico e, ultimo ma non meno importante, il commissariamento UE via PNRR e affini.
sono giunte numerose adesioni alla mozione finale, tra le quali la nostra a testimonianza del fattivo impegno sul fronte dell’opposizione al regionalismo differenziato come risvolto sull’ordinamento interno del processo federalistico europeo e come tappa nella disgregazione della dimensione nazionale.
In seno al Comitato è attiva la mobilitazione anche per coinvolgere i parlamentari contrari a tale scempio, seguiranno in questo senso aggiornamenti.
Domenica 31 ottobre 2021, a Roma, dalle ore 9:30 alle ore 16:30, assemblea dei “Comitati contro qualunque Autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti”
dopo il referendum civico dell'11 novembre 2018 continua la mobilitazione per un altro modello di trasporto pubblico. Promosso da Indipendenza-rivista e associazione. Sovranità, indipendenza, liberazione! ass.indipendenza.info@gmail.com peratacserviziopubblico@gmail.com
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